giovedì 17 maggio 2007



La prima uscita pubblica di SD di Velletri
Nasce anche a Velletri, seguendo le indicazioni nazionali, il Movimento della Sinistra Democratica in contrapposizione al Partito Democratico. Luigi Costanzi, Massimo Morassut, Giuliano Aureli, Fabrizio Picca, Sergio Andreozzi, dimissionari dal direttivo locale Ds, hanno così aderito a questo movimento.
Luigi Costanzi nel spiegare i perchè della loro decisione ha dichiarato: "Pensiamo che in Italia ci sia ancora bisogno di un partito della sinistra; di un partito legato alla storia del socialismo europeo, un partito che non abbandoni le idee di pace e di difesa delle categorie più deboli, oltre alla laicità dello Stato.Alcuni di noi hanno collaborato e lottato per la creazione dei Ds perché credevano in quel partito di sinistra, ma l'orientamento di centro del Partito Democratico non ci piace".Il nuovo movimento ha come obiettivo l'unità della Sinistra e nel futuro il Pd sarà un alleato im­portante: "Anche visto il rispetto che abbiamo verso i compagni che hanno scelto un'altra strada". sottolinea Costanzi che prosegue spiegando come il nuovo movi­mento vuole rapportarsi a livello locale: "Vogliamo mandare a casa il governo Cesaroni, anche per­chè ci sono tutti i presupposti per l'intervento della Prefettura per sciogliere il consiglio.
Riteniamo che un periodo di commissariamento a Velletri sia fondamentale per sciogliere quei cordoni ombelicali che si sono creati tra chi governa e i poteri economici della città. Vogliamo mettere su un programma serio con dei paletti, ragionato con tutte le forze di sinistra, vogliamo dire basta ai programmi redatti dieci minuti prima delle elezioni
". Giuliano Aureli prendendo la pa­rola ribadisce: "Non siamo noi a lasciare i Ds, sono loro che si sono sciolti. Non è stata una scelta facile ma ci sono delle questioni di princi­pio enormi come la legge 30, le pensioni e la memoria storica. Quando Pansa ha attaccato la Resistenza nessuno ci ha difeso, prendere posizione in merito non significa essere abbarbicati al passato ma difendere la storia dell'Italia. Non dimentichiamo che se la destra oggi può parlare è grazie al sacrificio di migliaia di compagni che hanno lottato per la libertà".Aureli conclude dichiarandosi non soddisfatto dell'andazzo del governo Prodi: "Così finiremo per consegnare su un piatto d'ar­gento la testa del popolo italiano a Berlusconi". Sia Morassut che Costanzi quindi evidenziamo come questa sia una scommessa: "Saremo comunque - conclude Costanzi - la coscienza di questo Governo che deve rispettare il programma che è già stato svilito con i Dico."

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